GIORNALE DI BORDO di Renzo Piano
Quello dell’architetto è un mestiere avventuroso.
Un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza, al confine tra il coraggio dell’invenzione e la prudenza della storia.
L’architetto fa il mestiere più bello del mondo. Perché su un piccolo pianeta, dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili.
L’OMBRA DEL VENTO di C. R. Zafon
“Guardi, Daniel, le donne, con rare eccezioni, sono più intelligenti di noi o, perlomeno, più sincere con se stesse rispetto a ciò che vogliono. Che poi te lo facciano sapere è un altro paio di maniche. La femmina, Daniel, è un enigma della natura. E’ una babele, un labirinto. Se le lascia il tempo di pensare, non ha più scampo. Si ricordi: cuore caldo e mente fredda. E’ il codice del seduttore.”
OCEANO MARE di A. Baricco
“- Senti Dood…
Dood, si chiamava, il bambino.
- Visto ceh te ne stai sempre qui…
- Mmmmh.
- Tu magari lo sai.
- Cosa?
- Dove ce li ha, gli occhi, il mare?
- …
- Perchè ce l’ha, vero?
- Sì.
- E dove cavolo sono?
- Le navi.
- Le navi cosa?
- Le navi sono gli occhi del mare.
Rimane di stucco, Bartleboom. Questa non gli era proprio venuta in mente.
- Ma ce n’è a centinaia di navi…
- Ha centinaia di occhi, lui. Non vorrete mica che se la sbrighi con due.
Effettivamente. Con tutto il lavoro che ha. E grande com’è. C’è del buon senso, in tutto quello.
- Sì, ma allora, scusa…
- Mmmmh.
- E i naufraghi? Le tempeste, i tifoni, tutte quelle cose lì… Perchè mai dovrebbe ingoiarsi quelle navi, se sono i suoi occhi?
Ha l’aria perfino un po’ spazientita, Dood, quando si gira verso Bartleboom e dice
- Ma voi… voi non li chiudete mai gli occhi?”
LUCERTOLA di B. Yoshimoto
Io credo che il fiume possieda una forza vitale, che la natura e i palazzi e le catene di monti per il solo fatto di esistere in questo mondo irradino una forza liberatrice. Tutto è collegato, interdipendente, e come parte di questo insieme ho vissuto e continuato a vivere, ma non c’è niente che possa decidere da sola.
E mentre pansavo queste cose, mi sono accorta che qualcosa dentro di me scintillava.
Al mattino la superficie del fiume splende come se migliaia e migliaia di fogli d’oro stropicciati scorressero sull’acqua.
La luce che scintillava dentro di me era altrettanto radiosa.
E per un momento pensai che forse era quella che gli antichi chiamavano speranza.
ciao, grazie per aver aggiunto il mio link all’ elenco dei consigliati, anche a me piace la yoshimoto.
Da: shymay su 10 Marzo 2008
alle 1:11 pm